La motricità libera consiste nel lasciare che il bambino scopra da solo ogni posizione, senza mai mettercelo. Non lo si fa sedere prima che sappia sedersi, né lo si mette in piedi prima che sappia alzarsi. Il ruolo dell'adulto si limita a offrire un pavimento sicuro, abiti morbidi e una presenza attenta. Questo principio deriva dal lavoro della pediatra ungherese Emmi Pikler, svolto a Budapest a partire dagli anni Quaranta.
Da dove nasce la motricità libera?
Emmi Pikler dirigeva il nido di rue Lóczy, a Budapest. Lì osservò centinaia di bambini per diversi decenni. La sua conclusione si riassumeva in una frase: lasciati liberi di muoversi, i bambini attraversano le stesse tappe motorie, nello stesso ordine, senza che sia necessario aiutarli.
Le sue osservazioni furono pubblicate e riprese in Francia a partire dagli anni Settanta, soprattutto negli asili nido e nei servizi per la prima infanzia. Il termine si diffuse in seguito presso il grande pubblico.
Qui è necessario essere onesti. Il lavoro di Pikler si basa su un'osservazione longitudinale rigorosa, non su studi randomizzati controllati. Ad oggi non esistono prove sperimentali solide che dimostrino che la motricità libera produca risultati motori migliori a lungo termine rispetto a un approccio più interventista. Ciò che è invece ben documentato è l'importanza del tempo trascorso a terra e il rischio legato all'immobilizzazione prolungata.
Quali sono i principi concreti della motricità libera?
Il principio si riassume in quattro semplici regole, applicabili fin dalle prime settimane.
- Non mettere mai il bambino in una posizione che non raggiunge da solo. Niente cuscini per sostenerlo da seduto, né mani sotto le ascelle per farlo camminare.
- Posare il bambino sulla schiena. È la posizione di partenza più libera: può girare la testa, muovere braccia e gambe e iniziare a girarsi.
- Limitare i dispositivi di contenimento. Sdraietta, ovetto, seggiolino a dondolo e girello riducono la libertà di movimento.
- Vestirlo con abiti morbidi. Un indumento stretto o un pannolino troppo spesso limitano la rotazione del bacino.
L'adulto resta presente, ma non interviene nel movimento. Commenta, mette in sicurezza e aspetta. Questo atteggiamento di accompagnamento è in linea con quello descritto nel nostro articolo sul gioco libero e la creatività.
A quale età iniziare la motricità libera?
Di fatto, fin dalla nascita. Non si tratta di un'attività da programmare, ma di un modo di posare il bambino. Nelle prime settimane, bastano pochi minuti a terra dopo ogni cambio.
Da 0 a 4 mesi
Il bambino è sdraiato sulla schiena, con braccia e gambe libere. Gira la testa verso i suoni, segue un oggetto con lo sguardo e agita gli arti. Il tempo a pancia in giù viene aggiunto gradualmente, per brevi periodi e sotto supervisione.
L'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda, per i neonati che non si spostano ancora, almeno trenta minuti complessivi al giorno a pancia in giù, distribuiti durante i periodi di veglia.
Da 4 a 9 mesi
È il periodo dei rotolamenti, della rotazione sulla pancia e poi dello strisciamento. Il bambino passa da solo dalla schiena alla pancia, poi compie il percorso inverso. Inizia a spostarsi, spesso dapprima all'indietro.
La posizione seduta viene raggiunta spontaneamente, generalmente dalla posizione a quattro zampe. Un bambino che si siede da solo sa anche tornare a sedersi da solo in caso di perdita dell'equilibrio. È questa la differenza sostanziale rispetto a un bambino posizionato da un adulto.
Da 9 a 18 mesi
Il bambino si mette in piedi aggrappandosi, cammina lungo i mobili, poi lascia la presa. I primi passi autonomi compaiono nella maggior parte dei casi tra i dodici e i diciotto mesi. Questo intervallo è ampio e del tutto normale.
Le tappe precise di questa progressione sono descritte in dettaglio nel nostro articolo sulla motricità fine e globale da 0 a 3 anni.
È necessario vietare la sdraietta e il girello?
No alla sdraietta, sì al girello. La distinzione è importante.
La sdraietta è utile per qualche minuto al giorno, il tempo di fare una doccia o consumare un pasto. Il problema non è l'oggetto, ma la durata. Un neonato che trascorre diverse ore al giorno in posizione semiseduta perde tempo sul pavimento.
Il girello, o camminatore con rotelle, pone un problema diverso. È associato a un rischio documentato di incidenti, in particolare di cadute dalle scale. Il Canada ne ha vietato la vendita già nel 2004. In Europa resta autorizzato secondo la norma EN 1273, ma molti professionisti sanitari ne sconsigliano l'uso.
Dal punto di vista motorio, il girello mette il bambino in piedi prima che riesca a farlo da solo e lo costringe a stare appoggiato sulla punta dei piedi. Non fa guadagnare tempo. Alcuni studi hanno persino rilevato un lieve ritardo nell'acquisizione della deambulazione tra gli utilizzatori abituali.
Come organizzare il pavimento per favorire la motricità libera?
L'organizzazione conta più dell'attrezzatura. Bastano tre elementi.
Una superficie stabile e piana
È il punto centrale. Una superficie morbida assorbe la spinta di braccia e ginocchia e rende più difficile muoversi. Un tappetino spesso ma denso offre il sostegno necessario ammortizzando al contempo le cadute.
Uno spessore di circa 15 mm in schiuma reticolata rappresenta un buon equilibrio. Se è troppo sottotile, il tappetino non protegge dal pavimento piastrellato. Se è troppo spesso e morbido, diventa un materasso. La questione dei materiali e della sicurezza dei tappetini in schiuma merita un'attenta valutazione prima dell'acquisto.
Il nostro tappetino gioco pieghevole e reversibile in schiuma XPE da 15 mm è stato progettato per questo uso: sufficientemente rigido per fornire sostegno, sufficientemente ammortizzante per le prime cadute e pieghevole per liberare la stanza la sera.
Uno spazio libero
Prevedete almeno due metri quadrati liberi, senza mobili con angoli vivi nelle immediate vicinanze. Il bambino deve poter rotolare senza urtare. Uno spazio troppo stretto produce esattamente l'effetto che la motricità libera cerca di evitare.
L'organizzazione della stanza conta quanto le sue dimensioni, come mostra il nostro articolo sull'organizzazione di uno spazio gioco ispirato al metodo Montessori.
Pochi oggetti, scelti con cura
Bastano tre o quattro oggetti: un foulard, una palla leggera, un anello di legno, un cestino. Vengono appoggiati a terra, a portata di mano, mai sospesi sopra il viso. Il bambino sceglie cosa afferrare e quando.
Gli errori più comuni
Tre ostacoli ricorrono spesso tra i genitori che scoprono questo approccio.
Il primo è il dogmatismo. La motricità libera non vieta di prendere in braccio il bambino, coccolarlo o tenerlo sulle ginocchia. Riguarda le posizioni autonome, non le braccia dei genitori.
Il secondo è il confronto. Le fasce d'età sono ampie e i ritmi molto variabili. Un bambino che gattona a dieci mesi non è in ritardo.
Il terzo è il pavimento freddo. Un pavimento piastrellato a diciotto gradi scoraggia il tempo trascorso a terra, anche con le migliori intenzioni. Questo argomento ricorre spesso tra gli errori frequenti legati al tappetino gioco.
Quando preoccuparsi?
La motricità libera non sostituisce il monitoraggio medico. Alcuni segnali richiedono di parlarne con il medico o il pediatra, senza aspettare la visita successiva.
- Assenza di controllo della testa dopo i quattro mesi.
- Asimmetria marcata: il bambino usa sempre lo stesso lato.
- Nessun rotolamento a otto mesi.
- Assenza di spostamenti autonomi a dodici mesi.
- Perdita di un'abilità già acquisita.
Una preoccupazione dei genitori è di per sé un motivo legittimo per consultare un professionista. Gli operatori sanitari lo ricordano regolarmente. Il nostro articolo sull'individuazione dei disturbi del neurosviluppo prima dei 3 anni illustra il percorso previsto in Francia.
Cosa ricordare
La motricità libera non richiede attrezzature costose né metodi complicati. Richiede spazio a terra, tempo e pazienza. È un approccio essenziale, in linea con il nostro modo di concepire i prodotti Treelys®: pochi oggetti, scelti per durare.
Se doveste ricordare una sola cosa: mettete il bambino sulla schiena, a terra, e lasciatelo fare. Il resto viene da sé. Il nostro approccio e i nostri impegni sono descritti nella pagina su Treelys®.