I giochi di travaso consistono nel far passare un materiale da un recipiente a un altro, con le mani, con un cucchiaio o con una brocca. Diventano interessanti verso i 15-18 mesi, quando il bambino sa lasciare andare volontariamente un oggetto e mirare a un contenitore. Il materiale utile sta tutto in un cassetto: due ciotole, un cucchiaio, un materiale secco.
Questa pagina riunisce i riferimenti sull'età, il materiale adatto, le regole di sicurezza e gli errori che fanno fallire l'attività.
A che età iniziare i giochi di travaso?
Verso i 15-18 mesi per la versione più semplice: grossi pezzi spostati con le mani tra due contenitori larghi. Il cucchiaio arriva verso i 18-24 mesi. Versare un liquido senza rovesciare tutto richiede spesso di aspettare i 2 anni e mezzo.
Questi limiti sono indicativi. Il prerequisito non è l'età, ma un gesto preciso: il rilascio volontario, cioè la capacità di aprire la mano nel punto giusto. Questo gesto si sviluppa in continuità con la prensione, che descriviamo in dettaglio nell'articolo il bebè afferra gli oggetti.
Prima dei 15 mesi, un'altra cosa
Un bambino più piccolo svuota, non riempie. Svuotare un cestino, tirare fuori oggetti da una scatola, farli cadere: è la stessa esplorazione, a uno stadio precedente. Non serve forzarlo a riempire, arriverà.
A questa età, tutto passa ancora dalla bocca, il che cambia completamente la scelta del materiale. Spieghiamo perché nell'articolo perché il bebè mette tutto in bocca.
Ciò che i giochi di travaso sviluppano davvero
Quattro aspetti, ed è meglio essere precisi piuttosto che annunciare benefici vaghi.
- La motricità fine: la presa a pinza, la rotazione del polso, la modulazione della forza.
- La coordinazione occhio-mano: mirare a un contenitore richiede di adattare continuamente il gesto.
- La concentrazione: l'attività si ripete senza istruzioni, creando sequenze di attenzione lunghe per l'età.
- Le prime nozioni di quantità: pieno, vuoto, ancora, troppo.
Ciò che non sviluppa: il linguaggio, a meno che un adulto non dia un nome a ciò che sta accadendo. E non accelera il passaggio al vasino né la deambulazione, contrariamente a quanto si legge talvolta. Il quadro generale di queste acquisizioni è descritto nel nostro articolo sulla motricità fine e globale da 0 a 3 anni.
Quale materiale scegliere
Il principio è semplice: due contenitori, uno strumento, un materiale. Tutto il resto è superfluo.
I contenitori
Due ciotole identiche, in acciaio inox o legno, con bordo basso. Un bordo alto nasconde il materiale e scoraggia il bambino. I contenitori trasparenti hanno un vantaggio: mostrano il livello che sale.
Un vassoio con bordo delimita lo spazio di lavoro e rende possibile riordinare. È l'accessorio più utile dell'elenco.
I materiali, dal più semplice al più impegnativo
- Pezzi grandi: castagne, tappi di sughero, palline di legno. Primo passaggio, a mano.
- Semi selezionati: ceci, fagioli secchi. Con il cucchiaio, a partire dai 2 anni.
- Semolino, riso, sabbia fine: il materiale scorre, il gesto deve rallentare.
- Acqua: la più difficile e la più interessante. Si rovescia, quindi insegna.
Un'avvertenza vale per tutto il piccolo materiale non concepito come giocattolo. La normativa europea impone un'avvertenza sui giocattoli contenenti piccoli elementi, perché non sono adatti ai bambini di età inferiore ai 36 mesi. Una ciotola di fagioli secchi non riporta questa avvertenza, ma presenta lo stesso rischio.
Gli strumenti
Un cucchiaio da tavola, un piccolo mestolo, una brocca con beccuccio, una pinza per cetriolini per i più grandi. Un imbuto apre da solo un intero gioco. La difficoltà aumenta passando dalla mano alla pinza.
Dove allestire l'attività
Sul pavimento, su una superficie lavabile e delimitata, piuttosto che su un tavolo troppo alto. Il bambino, in piedi o seduto a terra, controlla meglio i propri gesti e la caduta di una ciotola non ha conseguenze.
Un tappeto gioco spesso svolge bene questo ruolo: attutisce, si pulisce e delimita visivamente la zona di gioco. È uno degli usi che descriviamo per il nostro tappeto gioco Treelys® e, più in generale, per i tappeti gioco per bambini da 1 a 3 anni.
All'aperto, il vincolo scompare. Una terrazza, una sabbiera, una bacinella d'acqua: è lì che il travaso raggiunge la sua massima ampiezza, senza dover sorvegliare il pavimento.
Le regole di sicurezza, senza negoziazioni
Bastano tre regole, ma non sono negoziabili.
- Presenza costante di un adulto finché il materiale può essere ingerito o inalato.
- Niente semi né piccoli oggetti prima che sia superata la fase della messa in bocca sistematica.
- Acqua: pochi centimetri sul fondo di una bacinella, mai un contenitore profondo, e da svuotare subito dopo.
Una nota sul materiale di recupero. I tappi, le biglie e le perline sono allettanti perché sono gratuiti. Sono anche esattamente della misura che può ostruire una via respiratoria. Il beneficio educativo non vale questo rischio.
Come far progredire l'attività
Il travaso stanca presto se non cambia mai. Tre leve permettono di rilanciarlo senza comprare nulla.
Cambiare il materiale
Passare dalle castagne ai ceci, poi alla semola e infine all'acqua. Ogni cambiamento modifica il gesto e rimette il bambino in una situazione di apprendimento.
Cambiare lo strumento
Mano, cucchiaio, mestolo, pinza, pipetta. A parità di materiale, basta un nuovo strumento per riaccendere l'interesse.
Cambiare l'obiettivo
Riempire fino a una linea, separare due colori, riempire diversi piccoli contenitori, versare senza rovesciare. Il gioco diventa così un compito, cosa che i bambini dai 2 ai 3 anni apprezzano particolarmente. È anche il momento in cui il travaso si intreccia con il gioco simbolico: si prepara la zuppa, si dà da mangiare.
Quattro errori che fanno fallire l'attività
Il primo è correggere. Un adulto che corregge il gesto ogni dieci secondi interrompe la concentrazione che voleva incoraggiare.
Il secondo è proporre troppo presto un materiale fine. La semola a 15 mesi finisce sul pavimento, e il bambino ne ricava soprattutto un divieto.
Il terzo è lasciare il materiale sempre a disposizione. Riposto e tirato fuori in un momento scelto, il vassoio mantiene il suo fascino.
Il quarto è accumulare le proposte. Un solo vassoio, un solo materiale, un solo strumento: è la semplicità a mantenere viva l'attenzione, come spieghiamo in gioco libero e creatività con meno giocattoli.
Quanto tempo, con quale frequenza
Da cinque a venti minuti, a seconda dell'età e del momento. Una breve sequenza scelta volontariamente vale più di una lunga sessione imposta. Due o tre volte alla settimana sono sufficienti perché l'attività mantenga il suo interesse.
Il segnale che indica di fermarsi non è l'orologio. È il momento in cui il bambino comincia a lanciare il materiale invece di travasarlo: il gioco è cambiato, si riordina.
Fonti
- Direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009 relativa alla sicurezza dei giocattoli, requisiti di sicurezza e avvertenze d'uso.
- Regolamento (UE) 2025/2509 del 26 novembre 2025 relativo alla sicurezza dei giocattoli, che abroga la direttiva 2009/48/CE al termine di un periodo transitorio.